Scuola francese XVI sec. Ritratto di Caterina de' Medici-1600-1610 ca. Olio su tela, cm 194x100 Firenze, Galleria Palatina, Palazzo Pitti, Inv. 1890, n. 2448
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CATERINA DE' MEDICI.L’arte del saper fare bene italiano Roma, Complesso del Vittoriano, da venerdì 16 ottobre a domenica 22 novembre 2009
Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana.
La mostra vuole rendere omaggio a questa celebre sovrana italiana, nipote di Lorenzo il Magnifico, moglie di Enrico II di Valois, colta, amante delle arti, indiscussa regina del Rinascimento francese e grande mecenate, attraverso capolavori dell’arte quali opere provenienti dagli Uffizi, dalla Galleria Palatina di Firenze, dal Museo Carnavalet di Parigi, testimonianza di come Caterina de’ Medici sia simbolo dell’“arte del saper fare bene italiano”.
Donna forte e volitiva, Caterina de’ Medici, regina di Francia, italiana, originaria di una delle più colte e raffinate famiglie fiorentine. Nipote di Lorenzo il Magnifico e figlia del Duca d’Urbino, moglie del re Enrico II di Francia, madre di tre sovrani, Francesco II, Carlo IX e Enrico III, essa stessa reggente della corona per lungo tempo, Caterina fu una donna di rara intelligenza, di grande cultura e di raffinatissimo gusto oltreché dotata di un carattere forte e di una tenacia encomiabile che la sostenne nella silenziosa e paziente sopportazione delle molte umiliazioni che dovette sostenere al cospetto della corte francese che la disprezzava in quanto straniera e non di sangue reale.
Saranno esposti in mostra rari manufatti, legati a Caterina de’ Medici, scelti per trasferire al pubblico l’immagine della sovrana. Tra questi, i celebri ritratti realizzati da François Clouet che fissano la regina con il marito Enrico II di Valois e in abito vedovile, il Ritratto proveniente dalla Galleria Palatina di Firenze che la immortala nell’immagine forse più nota, un prezioso abito femminile di committenza medicea intessuto nella Firenze di quegli anni, il famoso Violino Carlo IX del 1556 proveniente da Cremona, e la Lettera scritta a Michelangelo, richiesta fatta all’artista di una statua equestre di Enrico II, eseguita solo in parte da Daniele da Volterra sulla base dei disegni del grande scultore, testimonianza di come la regina non trascurò di far realizzare opere di scultura per perpetuare la memoria del marito defunto e per dare il massimo prestigio alla corona.(…)
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