Pietà di San Remigio, Giottino - Galleria degli Uffizi, Firenze
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L’eredità di Giotto. L'arte a Firenze, 1340 – 1375. Galleria degli Uffizi, fino al 2 novembre
Questa mostra straordinaria – e non è un’espressione retorica – presenta una selezione ragionata di opere riconducibili alla civiltà artistica fiorentina di un periodo precisamente individuato nel Trecento, da poco dopo la morte di Giotto (1337) alla dipintura della pala di Agnolo Gaddi per Santa Maria Novella (1375). Furono, quelli, gli anni decisivi in cui, come sempre avviene all’uscita di scena di una grande personalità, il suo lascito artistico venne suddiviso, rivendicato, reinterpretato e messo a frutto, ma anche accantonato o frainteso. Comunque fu tenuto presente, né poteva andare diversamente, in una città che aveva di lui pitture murali in cappelle prestigiose, tavole e polittici, fino al progetto per il Campanile della Cattedrale.
(…) Nelle sale degli Uffizi in cui si snoda la mostra, è come se il visitatore fosse invitato a una festa: una splendida festa animata da individui belli e affascinanti, dotati di spiccate personalità, tra cui però il convitato non conosce quasi nessuno. Perché certo, tutti sanno chi è Giotto, e non solo per la “pecora”, la “O” o il Campanile, ma anche e soprattutto per l’autorevole stabilimento, ad opera sua, della pittura italiana e occidentale definitivamente spiccatasi dal tronco della pittura bizantina diffusa nel Mediterraneo, e tanto vitale da colonizzare l’Est europeo. (…)
Cristina Acidini
Soprintendente per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico
e per il Polo Museale della città di Firenze
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